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MotoGP. Chi prenderà il posto di Davide Brivio in Suzuki? Ecco qualche ipotesi...

- Nel nostro Live di giovedì sera, si è parlato della scelta del manager italiano, che lascia la MotoGP per la F.1. Diletta Colombo di Automoto.it ha spiegato cosa farà Davide, mentre Nico e Zam hanno parlato del possibile sostituto: l’ipotesi più gettonata è quella che il nostro Ing, Giulio Bernardelle, diventi team manager Suzuki…
MotoGP. Chi prenderà il posto di Davide Brivio in Suzuki? Ecco qualche ipotesi...

Chi prenderà il posto di Davide Brivio? E’ il tema principale di questi giorni, tanto che abbiamo dedicato una delle nostre dirette a questa vicenda. Diletta Colombo di Automoto.it ha spiegato molto bene cosa farà Brivio in F1, nello specifico nella squadra Alpine-Renault con Fernando Alonso. Ma noi siamo motociclisti: fatti i complimenti a Davide e augurandogli il meglio possibile per una sfida sicuramente intrigante, quanto difficile, ci interessa sapere cosa accadrà in Suzuki.

Nico e Zam hanno fatto un po’ di ipotesi, altre le hanno fatto gli appassionati. Ma nessuna è veramente convincente: non ce n’è una, al momento, perfetta per la Suzuki, per diversi motivi; non a caso, gli uomini della Casa giapponese fanno sapere, indirettamente, che non sarà una decisione semplice, ipotizzando anche che si possa fare il 2021 senza team manager. Se davvero fosse così, potrebbe essere il responsabile del progetto MotoGP, Shinichi Sahara ad assumere, temporaneamente, l’incarico.

Ecco invece i nomi emersi, con qualche considerazione, ricordando che stiamo parlando di una Casa ufficiale, con il team manager che deve rispondere all’amministratore delegato di un colosso e deve saper gestire una cinquantina di milioni di euro.

Kevin Schwantz: l’ipotesi più suggestiva

Quando dici Suzuki, pensi immediatamente a Kevin Schwantz, il texano campione del mondo nel 1993, vincitore di 25 gare per un totale di 51 podi, tutti con la Casa di Hamamatsu. Kevin sarebbe perfetto per l’immagine della Suzuki, ma anche per il rapporto con i piloti, con i quali si capirebbe al volo. Schwantz, ovviamente, avrebbe la totale fiducia di Mir e Rins, sarebbe una figura carismatica, di grande impatto mediatico. Ma a 56 anni, Schwantz avrà voglia di fare questa vita? E ne sarebbe capace? Ipotesi suggestiva, ma probabilmente poco praticabile, a meno di non affiancare al grande campione un vero e proprio manager.

Livio Suppo: sicuramente capace. Ma…

Secondo un sondaggio fatto sui nostri canali social, il 67,3% degli appassionati vorrebbe Livio Suppo al posto di Davide Brivio. Livio sarebbe anche disposto a tornare nel motomondiale - anche se la “sua” Thok di MTB elettriche va molto bene - e sicuramente avrebbe le capacità per gestire la squadra Suzuki: il suo passato in Ducati e in HRC parla chiaro. Ma sarebbe l’uomo giusto? C’è qualche dubbio, perché Suppo è agli antipodi rispetto a Brivio. Attenzione, qui non si sta dicendo che uno è più bravo dell’altro, solamente che l’approccio e il metodo di lavoro è molto differente: all’interno del team Suzuki sono abituati in un certo modo e con Livio, probabilmente, certe abitudini andrebbero cambiate, rischiando di andare a “rompere” un sistema che funziona molto bene.

Francesco Guidotti: uno molto bravo

Nico ha fatto il nome di Francesco Guidotti, ma Zam ha replicato che Guidotti ha già un contratto con la Pramac. In realtà, Francesco non ha ancora firmato con la squadra che gestisce la squadra satellite Ducati: chissà… Ma Francesco sta benissimo dov’è, non ha nessuna intenzione di muoversi. Ma sarebbe la persona giusta per la Suzuki: è molto bravo, ha dimostrato di saper gestire situazioni anche complicate, ha già fatto esperienza in squadre ufficiali, Aprilia (SBK) e Ktm. Insomma, sa il fatto suo. Ma non andrà alla Suzuki.

Pablo Nieto: l’uomo della VR46

Un’altra ipotesi fatta è stata quella di Pablo Nieto, team manager della squadra VR46: in questi anni ha fatto sicuramente esperienza, sia nella gestione delle persone sia dei soldi. Inoltre, potrebbe essere l’uomo giusto per avere un legame diretto con la VR46, che nel 2022 potrebbe - potrebbe, sia chiaro, è solo un’ipotesi al momento - entrare con una sua squadra in MotoGP, magari proprio con la Suzuki (anche se è più probabile che lo faccia con la Yamaha). E’ però poco conosciuto ai giapponesi e non è assolutamente scontato che a lui interessi.

Gli altri "papabili"

Durante la diretta è stato anche fatto il nome Yukio Kagayama, che gestisce il team Suzuki per la 8 ore di Suzuka. L’ex pilota, quindi, sa cosa significa fare il team manager, ha un contatto diretto con l’Azienda, sa come funziona la Suzuki, ma per quel ruolo viene considerato più adatto un europeo.

Zam ha parlato anche di Luca Brivio, figlio di Davide, che da qualche anno lavora con bravura alla VR46, gestendo sponsor e i contratti dei piloti. Ha quindi dimestichezza con il mestiere, ma nessuna di gestione di una squadra.

I nostri appassionati, invece, hanno proposto Vitto Guareschi, in passato team manager in Ducati. Vitto è uno bravissimo e molto capace, sicuramente a suo agio nella gestione dei piloti: per estrazione è un tecnico, non un manager. Non a caso in Ducati era affiancato da Alessandro Cicognani, che si occupava della parte economica.

Ma i nostri lettori vorrebbero soprattutto il nostro Ing, l’ingegnere Giulio Bernardelle, che oltre a essere un tecnico è anche un amministrativo, dato che gestisce molto bene la sua azienda, la In-Motion. Certo, sarebbe bellissimo per noi di moto.it: chissà quanti scoop potremmo fare…

Davide Brivio, dalla MotoGP alla F1: tutti i come e i perché. Con Nico, Zam e Diletta
  • Aspes Yuma, Parma (PR)

    Mi meraviglio che non sia stato nominato Carletto Pernat, dato che ha le capacità, l'esperienza e la simpatia.
    Spero di sbagliarmi e gli auguro di fare come Adamo alla Hyundai nel mondiale rally, ma ho paura che il buon Brivio sarà "divorato" dalla F1.
  • magojiro, Roma (RM)

    Kevin è stato un grandissimo (uno dei miei preferiti), ma non ha esperienza di gestione di un team, mia opinione personale se la Suzuki vuole continuare a vincere solo Suppo è all'altezza, il suo curriculum parla da solo.
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