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Zam a tutto gas: ha ancora senso la Dakar?

- Il podcast domenicale di moto.it: aneddoti, racconti, notizie, attualità, analisi sul mondo delle corse, non solo sulla MotoGP. Zam e i suoi ospiti vi aspettano ogni domenica su moto.it e sulle piattaforme podcast
Zam a tutto gas: ha ancora senso la Dakar?

Ideata dal geniale e romantico Thierry Sabine, la prima edizione della Parigi Dakar risale al 1979, quando per orientarsi nel deserto si usava la bussola, non il GPS o altre diavolerie elettroniche. Da allora, la gara ha fatto sognare milioni di appassionati, ma nel corso degli anni, con l’avvento della tecnologia, lo spirito è cambiato. Dal 2020, la Dakar si svolge in Arabia Saudita, mentre dal 2009 al 2019 è stata disputata in America Latina.

Oggi parliamo del rally più famoso del mondo: io sono lo zam, questo è a tutto gas, il podcast domenicale di moto.it. Ma ha ancora senso la Dakar? Personalmente ho qualche dubbio. Thierry Sabine inventò il rally africano dopo essersi perso nel 1976 nel deserto in un altro rally. Ecco quindi l’idea di una gara che passasse nel Sahara, con partenza da Parigi e arrivo a Dakar, nel Senegal, dopo aver attraversato parte del continente africano.

Una corsa per auto, moto, camion, quad, insomma per qualsiasi mezzo che avesse un motore, dove la capacità principale era quella di seguire un road book e non perdersi in mezzo al deserto: arrivare a Dakar, sulle sponde del famoso lago rosa, era il premio più grande.

Nel corso degli anni, però, la gara di sopravvivenza si è trasformata in una vera e propria gara di velocità in mezzo alla sabbia e alle dune e l’evoluzione tecnica ha portato i piloti a viaggiare in moto a velocità pazzesche, quasi come in pista, ma tra sassi, radici, buche e imprevisti di ogni genere. Pericoli e rischi sono aumentati a dismisura, legati non più alle difficoltà di trovare la traccia giusta in mezzo al deserto, ma nel domare moto potentissime.

Adesso, come ha raccontato benissimo Franco Picco nella diretta di giovedì sera con moto.it, diretta che potete trovare sul nostro canale YouTube, non si viaggia più a 200 km/h, la navigazione è diventata complicatissima - una caccia al tesoro, l’ha definita picco. Ma, in ogni caso, lo spirito originario di Sabine è sparito. Almeno per me. Cosa ne pensa il nostro Andrea Perfetti, riferimento per moto.it di tutto quello che riguarda le ruote tassellate, e non solo?

  • Alberto101

    Certo che la Dakar e' cambiata rispetto a quella degli inizi, cosi come sono cambiate anche altre discipline motoristiche. Forse meno romantica, in quanto si e' andata via via "professionalizzando" per diventare un fenomeno mediatico mondiale. Pero' penso, come altri hanno gia' detto, che ancora mantiene un certo fascino di avventura, soprattutto con la classe Malle.
    La dakar si e' dovuta adattare, per cause di forza maggiore, a lasciare l'africa, ma resta sempre una sfida "umana" soprattutto, ed e' dimostrato che non basta avere un sacco di soldi, mezzi tecnologicamente avanzati, piloti formidabili, non dico per essere sicuri di vincere, ma semplicemente per portarla a termine. ben vengano nuovi regolamenti che la rendano piu' "umana" e, soprattutto, piu' sicura; credo che tra gli sport motoristici non esiste niente di simile: vedere i campioni professionisti superpagati gareggiare con veri appassionati come sono i piloti della classe Malle
  • edo223, Genova (GE)

    Che sia cambiata è innegabile, ma scrivere "se abbia senso" non me lo aspettavo da te.
    A parte che basta fare due ricerche, annovera il minor numero di decessi tra tutte le competizioni motoristiche estreme.
    Ma comunque resta la competizione PER ECCELLENZA per quanto mi riguarda, batte per distacco qualunque altra gara. Nella dakar sono presenti tutti gli ingredienti essenziali, inclusi due importantissimi...
    Quel rapporto quasi spirituale uomo/deserto/avventura.
    La limitata presenza di quegli hater ultras velenosi che affollano gli altri sport che sono diventati ormai troppo commerciali.
    La dakar resta l'ultimo vero santuario degli appassionati, che sognano e si godono le gare tifando un pò per tutti i partecipanti.

    Capisco l'intento e le tue riflessioni ma il messaggio che passa è che non capisci l'argomento anche se magari sappiamo che non è cosi, ma non ti stupire di alcune risposte piccate.
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